Politiche Arte per Art Basel

0
54

Il Giorno del Eröffnungsspiels la più grande Fußballspektakels del Mondo inizia anche la più grande Fiera d’arte del Pianeta: l’Art Basel. Quest’Anno è evidente che l’Arte è di nuovo diventata più politica.

Rifugiati, Aggressioni negli stati UNITI”, MeToo”… in quest’edizione di Art Basel, sono i grandi Temi degli ultimi Anni si è notevolmente rappresentata. Nella sua Videoinstallazione “Incoming”, l’irlandese Fotografo Richard Mosse, con una Termocamera, registrato Salvataggio e le Condizioni di vita dei Migranti.

Più Gallerie di Proprietà di Donne

L’Artista STATUNITENSE Robert Longo gioca con la sua Installazione “Death Star II” (Foto sopra), l’aumento del Numero delle Aggressioni e Massenschießereien nella sua Patria: 40.000 lucido Cartucce forme di un Pianeta e sono direttamente lo Spettatore dell’Opera rivolta. Ancora prima dell’Inaugurazione di Art Basel è stato “Death Star II” per 1,5 Milioni di Euro, venduto.

Anche la “MeToo”-Dibattito a Basilea arrivati, come il “Talk-show”-Programma mostra. Così, tra l’altro, una tavola Rotonda sul Tema Seximus nel mondo dell’Arte. Secondo Messedirektor Marc Spiegler trovo l’Arte del Cambiamento: il 30 per Cento in Fiera rappresentati Gallerie sia in Possesso delle Donne, ha 50 Anni, di fronte alla Deutsche Presse-agentur.

Nella sua Installazione “Non Orientable Nkansa II”, il ghanese Artista Ibrahim Mahama centinaia Schuhputzerschachteln dalla sua Casa di übereinandergestapelt

Politica, Arte alta nel Corso

In Fiera erano molte politiche assunte a trovare, dice Spiegler. Due Anni fa è stata l’annuale Conferenza stampa, invece, è ancora poco parlato di Politica. Se il Ritorno del critico d’Arte è solo un temporaneo Hype o effettivamente sostenibile di Tendenza.

12. e 13. Giugno è stato il Tipo di Basilea, solo per gli Ospiti invitati, accessibile dal 14. fino al 17. Giugno apre le Porte anche per il Pubblico. Circa 4000 Artisti sono esposti, tra cui Classici della Modernità e protagonisti della Scena contemporanea, come Ai Weiwei, Jeff Koons e Damien Hirst.

pj/nf (dpa/artbasel.com)